IL DIARIO ALASSINO

mercoledì 24 agosto 2016

Per approfondire il Punto 3) dell'Ordine del giorno del Consiglio comunale del 26 agosto p.v. Altra richiesta di "rimborso spese" per 440.000 euro, questa volta ad avanzare la richiesta è la società "ACQUA AZZURRA" in liquidazione. Oggetto: Progetto preliminare del depuratore reflui urbani di Alassio, mai realizzato. Chi c'era? Della giunta in carica Zioni, Rocca e Vinai (Post aggiornato)




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UN PO' DI STORIA

Da "LA STAMPA" del 8 marzo 2007


28 gennaio 2010

16 giugno 2012

1 agosto 2012
La società consortile “Acqua Azzurra” (partecipata da Sca srl al 31%) è stata messa in liquidazione con assemblea straordinaria del 19 luglio scorso. L’annuncio del sindaco di Alassio Roberto Avogadro. Il liquidatore nominato è Andrea Pisano, che curerà l’iter voluto dall’amministrazione alassina.

Per leggere tutto clicca sotto:

Consiglio Comunale di Alassio, convocazione per venerdì 26 agosto 2016, ore 10




La barca vela al servizio della disabilità

La barca vela al servizio della disabilità

Alla Marina di Loano Sette Club sette porti. Il progetto dei Rotary Club del Ponente che fa scoprire il mare ai disabili. 70 persone coinvolte dalla Onlus Handarpermare

Sabato 27 e domenica 28 agosto la Marina di Loano ospita la seconda tappa nella provincia di Savona del progetto Sette Club Sette Porti, l'iniziativa organizzata dai Rotary Club del Ponente che offre quattordici giorni di uscita in barca a vela a persone disabili o socialmente svantaggiate con partenza dai porti di Varazze, Savona, Loano, Alassio, Imperia, San Remo e Bordighera.
Secondo una formula ormai collaudata, l'imbarcazione di Handarpermare Onlus offrirà a un elevato numero di persone disagiate dal punto di vista fisico e cognitivo e ai loro accompagnatori l’opportunità di vivere e condividere le sensazioni ed emozioni che il mare è in grado di regalare.
Si tratta di una iniziativa resa possibile con il sostegno dei Rotary Club, finalizzata al supporto di terapie riabilitative per soggetti disabili. L'attività in barca a vela, svolta da volontari, si pone infatti l’obiettivo di rispondere alla necessità di socializzazione e relazionalità delle persone disabili coinvolte nei quattordici giorni complessivi di navigazione.
In totale sono circa 70 le persone con difficoltà coinvolte nel progetto, accompagnate da una quindicina di operatori o famigliari che abitualmente li seguono, oltre ad alcuni soci dei diversi Club che sono imbarcati come secondo marinaio.
Il service Sette Club sette porti, giunto alla terza edizione, vede coinvolti i sette Rotary Club del Gruppo Liguria Ovest (Alassio, Albenga, Imperia, Sanremo, Sanremo Hanbury, Savona, Varazze Riviera del Beigua), con il supporto del Distretto 2032. Quest'anno il progetto si è avviato il 22 agosto dal Porto di Varazze. È in programma una tappa a Imperia durante il radunoVele d’Epoca, mentre l'ultimo approdo dell'imbarcazione di Handarpermare onlus è previsto a Bordighera sabato 17 settembre.





La trappola del sistema

Da "L'Alassino" del mese di agosto 2016



Recupero area ex Mattatoio della Fenarina: Una scelta che fa discutere

Da "L'Alassino" del mese di agosto 2016





Il budello di Alassio costretto a chiudere per blackout

Da "IL SECOLO XIX" del 24 agosto 2016


venerdì 19 agosto 2016

Per approfondire il Punto 3) dell'Ordine del giorno del Consiglio comunale del 26 agosto p.v. clicca sotto

ALASSIO 2011: Altra richiesta di "rimborso spese" per 440.000 euro, questa volta ad avanzare la richiesta è la società "ACQUA AZZURRA" in liquidazione. Oggetto: Progetto preliminare del depuratore reflui urbani di Alassio, mai realizzato. Chi c'era? Della giunta in carica Zioni, Rocca e Vinai

Oggi Sergio Mattarella apre la nuova edizione del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Un anno fa Mattia Fantinati (M5S): Comunione e Liberazione, la più potente lobby italiana

ALASSIO 2011: Mattia Fantinati (M5S): Comunione e Liberazione, la più potente lobby italiana

Post del 3 aprile 2012: Cimitero Inglese di Alassio (The English cemetery of Alassio). L’Amministrazione ha in progetto qualcosa per rimediare a questa situazione di indecoroso "abbandono" ?

ALASSIO 2011: Cimitero Inglese di Alassio (The English cemetery of Alassio). L’Amministrazione ha in progetto qualcosa per rimediare a questa situazione di indecoroso "abbandono" ?

"Salviamo dal degrado il cimitero degli inglesi di Alassio"

Da "LA STAMPA" del 19 agosto 2016



mercoledì 17 agosto 2016

Referendum Costituzionale, Giovanni Maria Flick: "Renzi ha sbagliato a personalizzare il voto, ora non basta la scolorina"

Da "huffingtonpost" del 17 agosto 2016

Molte cose da dire in punta di diritto costituzionale, qualche reticenza in più se la si butta in politica. Quando parla del ddl Boschi, e del referendum di novembre, Giovanni Maria Flick preferisce più vestire i panni del giudice della Consulta indossati per nove anni che quelli di ministro della Giustizia del governo Prodi, carica ricoperta dal '96 al '98. "Questa riforma - sostiene - è sbagliata nel metodo e nel merito". Ma ci sono un paio di cose, meno tecniche e più politiche, che proprio non gli vanno giù. La prima, spiega, è stato il tentativo di Renzi di "trasformare in plebiscito" la consultazione: fatto che ormai ha condizionato il dibattito nonostante - dice - la "scolorina" che in un secondo tempo il presidente del Consiglio ha usato. E poi, c'è la posizione assunta da alcuni giornali economici internazionali "espressione del mercato" che considerano l'eventuale vittoria del no peggiore della Brexit:"Sconcertante", è l'aggettivo che sceglie. Ma se gli si chiede se questa non può essere considerata una "riforma dell'Ulivo", Flick torna subito molto istituzionale: "quello che esprimo - ci tiene a sottolineare - è il parere di un normale cittadino". Il che non gli impedisce di notare come Romano Prodi sia "tirato per la giacchetta".

Lei dice che questa riforma è sbagliata nel metodo e nel merito. Cominciamo dal metodo, cosa non va?

Questa è una riforma fatta in modo disorganico, con una maggioranza 'pur che sia', con soluzioni work in progress, con eccessiva fretta. Stesso errore che fu commesso con la riforma del Titolo V nel 2001: alla fine era talmente sbagliata che è stato necessario un intervento correttivo, che alla fine si è rivelato eccessivo in senso opposto.

Passiamo alle questioni di merito. Non è vero che con questa riforma si semplifica il processo legislativo?

Ora anche taluni fautori del sì ammettono che alcune correzioni sono necessarie, ma dicono che si possono fare dopo. Io penso sia sbagliato. Se ci sono errori non capisco come si possa chiedere di votare prima per il sì. Quanto al procedimento legislativo, e alla presunta semplificazione che ne deriverebbe, dico solo una cosa: attualmente in Costituzione quel procedimento è spiegato in una riga e mezzo, nella nuova formulazione servono due colonne in gazzetta ufficiale per descrivere sette-otto procedimenti diversi.

Cos'altro non va?
La nuova struttura e identità del Senato è ambigua e confusa. Il meccanismo di designazione è affidato ai consigli regionali e a una indicazione popolare che non si sa bene come sarà regolata . Inoltre, se prima si è decentrato troppo oggi si riaccentra troppo sullo Stato. E' facile prevedere molti conflitti al pari di quelli che vi saranno tra Camera e Senato sul nuovo procedimento legislativo.

C'è una parte della minoranza Pd che lega il suo sì alla riforma alle modifiche dell'Italicum. Secondo lei cambiare la legge elettorale è dirimente? 
È indubbio che il collegamento con l'Italicum peggiora i problemi di una riforma che però è già sbagliata nel suo contenuto. Vedremo cosa dirà la Corte costituzionale sull'Italicum, se si eliminasse il nodo delle soglie troppo basse per il premio di maggioranza, dei capilista bloccati e della soglia per il ballottaggio, di certo si diminuirebbero i problemi di funzionamento. Ma i guasti della riforma rimarrebbero tutti. Riforma e legge elettorale sono due cose diverse, anche se reciprocamente funzionali.

L'opposizione, compresa quella interna al Pd, sostiene che ci sia anche una informazione, soprattutto quella della Rai, troppo schierata a favore del sì? E' d'accordo?
Non ho il cronometro per contare i secondi. Posso dire che finora sono stato intervistato soltanto da Rainews24 e una volta da un Tg regionale. Ma certo, io sono un professore noioso, capisco che non mi chiamino. Per il resto, mi sembra che ci sia una preferenza per le ragioni del sì piuttosto che del no. Il problema davvero importante è che la gente non conosce il contenuto e il merito del referendum, l'accavallarsi della polemica politica impedisce un discorso serio.

Si riferisce a Matteo Renzi?
All'inizio il governo ha trasformato la consultazione in un plebiscito sulle sue sorti. Ora è stata fatta una marcia indietro e io dico meno male. Però gli strascichi restano. Anche perché ora la verve è quella di dire che se non passa il referendum è un cataclisma. Io dico che se la riforma non passa si può lavorare a una riforma che possa passare, come le altre trenta varate con successo nei 70 anni di vita della Costituzione.

Secondo i retroscena Renzi potrebbe annunciare le sue dimissioni prima, a prescindere dall'esito. Questo aiuterebbe a svelenire il clima?
Ben venga la spersonalizzazione. Ma una volta che il referendum è stato personalizzato non basta la scolorina. A me pare che continuare a legare la riforma alle sorti del governo, anche in questo modo, sia sbagliatissimo. Però mi lasci dire una cosa: leggere che alcuni giornali economici internazionali ci dicono che la vittoria del no sarebbe peggio della Brexit è singolarmente curioso. Io comprendo che gli altri Paesi siano interessati alla riforma della giustizia, della pubblica amministrazione o alle leggi contro la corruzione, ma che ci debbano dire come dobbiamo cambiare la Costituzione a me sembra sconcertante. Ed evito di dire offensivo.

In tutto questo dibattito, chi tace è Romano Prodi. Lei lo conosce da tempo. Che idea si è fatto?

Questo dovete chiederlo a lui. Io mi limito a constatare che lui non ha detto una parola, nè in un senso nè nell'altro, nonostante qualcuno lo tiri per la giacchetta e sebbene alcuni autorevoli esponenti dell'Ulivo, come Parisi, si siano schierati per il sì.

Insomma, per lei questa è o non è una riforma 'dell'Ulivo'?
Io sono stato ministro nel primo governo Prodi e poi per nove anni giudice della Corte costituzionale. Parlo in base all'esperienza che ho fatto in questi anni, ma parlo soprattutto da semplice cittadino. E voglio ribadire una cosa: la Costituzione prima di cambiarla, bisogna rileggerla. Qualcuno dovrebbe addirittura leggerla.

Rai, il monito del Colle non arriverà perché Viale Mazzini è tv di sistema (di Gianluigi Paragone)

Da "ilfattoquotidiano" del 17 agosto 2016

Ho letto l’editoriale di Padellaro su Il Fatto Quotidiano in cui chiede l’intervento del presidente della Repubblica Mattarella al fine di riequilibrare l’informazione Rai sul referendum. Padellaro si dice sicuro di un intervento presidenziale per una serie di motivi tutti validi. Talmente validi che… resteranno lettera morta.

Mi spiace per l’onesto Padellaro ma la Rai è già stata mobilitata per puntellare il governo Renzi e tenerlo ancorato al sistema di Bruxelles. La Rai ha cambiato governance per essere “la tv del sistema”, che è cosa diversa dall’essere “la tv del potere”. Provo a spiegarmi. Un tempo, con declinazioni diverse, la Rai era funzionale a un potere politico che comunque trovava riscontro in libere elezioni. Nel suo complesso c’era una sfida elettorale che distribuiva il potere e, per quante distorsioni ci fossero, il potere non calava dall’alto.

Sono anni che non è più così: Palazzo Chigi è diventata una casella di cui dispone arbitrariamente il Sistema (Non è un caso che pure la stampa internazionale tifi Sì per paura di una vittoria dei Cinquestelle). E il ruolo del Colle è stato sempre funzionale a questo nuovo schema, dove il sistema ha preso il potere senza consenso elettorale. Col referendum costituzionale la parola torna ai cittadini: un fastidioso impiccio per lor signori. Ecco perché il Sistema si chiude a riccio e muoverà tutte le leve per impaurire i cittadini. Impaurirli o annoiarli a morte con tecnicismi da ingegneria costituzionale.

Col passare del tempo avremo sempre più modo per semplificare il senso politico e istituzionale di questo referendum, intanto qui basti formulare una domandina facile facile: perché la Rai, la stampa internazionale, il sistema bancario, la commissione europea, Confindustria e chi più ne ha più ne metta stanno facendo di tutto per spegnere voce e luce sulle ragioni del No? Certo, a buttarla sul ridere uno potrebbe rispondere: perché basta la Boschi a screditare le ragioni del Sì. Il guaio è che c’è ben poco da ridere.

In conclusione. La Rai entrerà a piedi uniti nella campagna referendaria, utilizzerà i telegiornali e le trasmissioni. Lo farà sotto lo sguardo complice di Mattarella, il quale se sta zitto nessuno se ne accorge, se invece intervenisse chiedendo un riequilibrio delle posizioni verrebbe smentito dai fatti e così perderebbe due volte.

La Rai è nuova solo nel senso in cui Renzi intende il nuovismo. Renzi è il gattopardo del Sistema e sta vendendo l’Italia al sistema globale (non basta ridurre a testimonial il ruolo del premier rispetto a Apple, Amazon, Google, Philip Morris, Coca Cola… Renzi è presidente del consiglio e alle multinazionali i “like” renziani non bastano mica). La Rai racconterà i miracoli del Sì per poi esaltare le gesta del governo. I tragici numeri dell’economia italiana diventeranno allegre combinazioni numeriche nel grande gioco finanziario. In fin dei conti il Sistema è maestro nel gioco delle tre carte. È con quello che sta fregando i soldi all’economia reale. Col consenso delle istituzioni.

Ps. A proposito di Rai. Con tutti i giornalisti che ha a contratto perché continua a prenderne di nuovi nelle redazioni altrui? Servono nuove partita iva prossime a fare causa di lavoro? L’Usigrai e la Commissione di Vigilanza non hanno niente da dire?

Alassio: Notizie di Ferragosto

Da "IL SECOLO XIX" del 17 agosto 2016