IL DIARIO ALASSINO

sabato 25 aprile 2015

IL 25 APRILE 1945 AD ALASSIO

ALASSIO 2011: IL 25 APRILE 1945 AD ALASSIO: ALASSIO 2011: IL 25 APRILE 1945 AD ALASSIO : Da:   VI Divisione d'assalto Garibaldi di Liguria SILVIO BONFANTE (Edizione A E C MONDOVI&...

Ecco perché la Resistenza non finisce mai. (di Norberto Bobbio - 1955)

Da "libertaegiustizia.it" del 23 aprile 2015

Non amo le commemorazioni, perché difficilmente ci si può sottrarre alla tentazione della retorica, della effusione sentimentale, della mozione degli affetti. E non amo in particolare le commemorazioni della Resistenza perché si commemorano volentieri cose lontane e morte, e invece la Resistenza è vicina e ben viva. La Resistenza non è finita. Noi viviamo in una situazione che è la conseguenza della Resistenza e anche coloro che la denigrano o la ignorano non possono fare a meno, in quanto vivono e operano in questa situazione, di accettarne i risultati. [...]

Per capire la Resistenza, direi che bisogna prima di tutto sgombrar la nostra mente da un equivoco: che da essa dovesse nascere, tutto d’un pezzo, il nuovo Stato italiano. A coloro che non vogliono  più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo corso sulla libertà è stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.

Dopo dieci anni cominciamo soltanto ora a comprendere di quali enormi difficoltà sia irta la vita di un regime libero. Abbiamo imparato che un regime di servitù, quand’è giunto al momento della sua esasperazione, si può strozzare in poco tempo, ma la libertà per consolidarla ci vogliono decenni. Per uccidere un malvagio, basta un tratto di corda. Ma per fare un uomo onesto, quante cure, quanti affanni, quanti sacrifici. E poi, qualche volta, nonostante la buona volontà, non ci si riesce neppure. Questa lezione, se l’abbiamo bene appresa, dovrebbe consigliarci un atteggiamento: quello della modestia di fronte ai compiti giganteschi che ci attendono, dell’abbandono di attese messianiche, della serietà dell’impegno nell’opera comune, della vigilanza operosa. Non c’è che un modo per realizzare la Resistenza: ed è quello di continuare a resistere. Di continuare a resistere, ogni giorno, agli allettamenti che ci vengono dagli sbandieratori di facili miti o dagli amanti della confusione mentale; alle passioni incontrollate che ci spingono ora a destra ora a sinistra a seconda degli umori e degli eventi; alla seduzione della pigrizia che ci getta in braccio allo sconforto e ci rende inattivi e indifferenti. Un regime di libertà non si crea coi miti, ma con la chiarezza mentale applicata ai problemi socialmente utili; non si crea neppure con le passioni scatenate, anche se sublimi, ma con la moderazione del giudizio, con il controllo di sé, con la disciplina mentale; e neppure con la indifferenza ma con la partecipazione attiva ai problemi del nostro tempo.

Si dice che per smuovere gli inerti ci vuol entusiasmo, e per suscitare entusiasmi ci vogliono miti.  Ma a me pare che non ci sia nulla di cui valga più la pena di entusiasmarsi che la costruzione di una  convivenza civile, in cui vi sia meno corruzione, meno furberia, meno spirito di sopraffazione, e  maggior rispetto delle opinioni altrui insieme con maggiore riserbo nella espressione delle proprie. La democrazia è una scuola di realtà. Chi vive nelle nuvole ed è prigioniero dei miti non è un buon democratico. L’utopismo può essere una buona arma contro la dittatura. Ma quando la società democratica è costituita o per lo meno è avviata, l’utopismo diventa un ostacolo. Non so quanto il maggior contatto con la realtà che la vita democratica richiede abbia influito sulla nuova arte che si dice realistica. Lascio ai competenti di giudicarlo. Mi limito a constatare che il crollo del fascismo ci ha liberati dalla nuvolaglia di pregiudizi da cui eravamo fasciati e ci ha fatto toccar terra. E questo è per me uno degli effetti salutari della Resistenza. Quanto siffatto spirito realistico possa giovare alla nostra cultura, non ho bisogno di ribadire. Una cultura diretta dall’alto ha paura non soltanto della libera fantasia, ma anche della solida realtà. Del resto fantasia e realtà, che nel linguaggio comune sembrano due termini antitetici, nel dominio dell’arte sono strettamente connessi. Ci vuole ricca fantasia per essere buoni realisti: altrimenti si è dei copiatori. E bisogna aver gusto e senso delle cose reali per avere una fantasia creatrice e non soltanto un’oziosa immaginazione.

In una situazione di oppressione della libertà, la paura della realtà genera due diversi atteggiamenti: quello della cultura ufficiale che la realtà deforma o decora, e nasce la pseudo-cultura dei retori; quello della cultura eretica, che non si vuol lasciar sopraffare e per sopravvivere è costretta ad evadere; e nasce la cultura, inquieta o torbida, dei decadenti. In altra occasione ho parlato di questo impasto di retorica e di decadentismo che fu la cultura in Italia al tempo fascista. Sono stili e modi di sentire connessi tra loro assai più che non si pensi. Sono entrambe forme caratteristiche di antirealismo. Quando si trovano insieme nello stesso personaggio vien fuori il poeta della generazione fascista: Gabriele d’Annunzio. E quando sono separati l’una dall’altro camminano parallelamente ma si tengono per mano. Si passa con fastidiosa monotonia dalla cultura melensa dei retori a quella esoterica dei decadenti o gerarchi o ermetici. Ora, se la società democratica è quella in cui ogni individuo ha il diritto e il dovere di dare il proprio contributo alla vita del paese, ognuno deve prender contatto con la realtà che lo circonda, deve sapere esattamente, senza finzioni e senza illusioni, quale sia la sua posizione e quella degli altri. In una democrazia non si possono tollerare gli assenti. O per lo meno, se un giorno gli assenti dovessero diventare la maggioranza, la democrazia avrebbe cessato di esistere. E se il risultato di questo maggior contatto con la realtà sarà la scoperta di tutti i vizi tradizionali del nostro carattere e di tutte le miserie della nostra storia, l’effetto non potrà essere se non salutare. Purché non ci si soffermi nel compiacimento morboso dei mali, ma ci si adoperi per medicarli. Vi sono due modi di scrutare ciò che vi è di malvagio negli uomini: quello del decadente che se ne compiace e quello dell’illuminista che prende atto e combatte per instaurare un mondo migliore. L’ideale dell’uomo di cultura per una società democratica in cammino non è il decadente ma l’illuminista.


In una bella immagine Albert Camus paragona la storia a un grande circo in cui si svolge da sempre la lotta tra la vittima e il leone. Troppo spesso gli uomini di cultura sono rimasti fuori del circo come se lo spettacolo non li riguardasse. Qualche volta sono entrati, ma si sono seduti sulla gradinata a far da spettatori. E se qualche segno di partecipazione hanno dato, è stato quasi sempre per far l’elogio del leone che ha sempre ragione; e se qualche parola hanno rivolto alla vittima è per spiegarle che il suo destino era quello di farsi mangiare.  Oggi non più. Oggi, dice Camus, gli uomini di cultura devono rendersi conto che il loro posto non è più sulla gradinata ma dentro l’arena. Essi sanno che se la vittima soccombe anch’essi saranno divorati. Sono, come si ripete oggi, impegnati. Impegnati a far sì che nel futuro vi siano meno vittime e meno leoni.

venerdì 24 aprile 2015

IL SINDACO DI ALASSIO ENZO CANEPA COSTRETTO AD APPOGGIARE IL CONSIGLIERE REGIONALE USCENTE MARCO MELGRATI PER EVITARE DI DOVERGLI LASCIARE LA POLTRONA? Forse, ma Alassio è una città stremata dopo un ventennio di amministrazioni di uomini appartenenti all’area del centro-destra, più sensibili all’interesse privato che al bene comune.

Da "uominiliberi.eu" del 24 aprile 2015

Secondo i maligni, il Sindaco di Alassio Enzo Canepa deve solo augurarsi che Marco Melgrati sia eletto in Regione, altrimenti il rischio è che l'archistar alassino, rimasto senza poltrona, possa rivendicare nuovamente il posto da Sindaco della sua città.... Canepa dovrebbe cioè farsi da parte alle prossime comunali e passare il testimone a Melgrati. 

Il Sindaco attuale è quindi "costretto" a dare manforte a Melgrati in questa campagna elettorale. E con lui quelli della Sua Amministrazione che non hanno certo voglia di ritrovarsi uno scalpitante Melgrati pronto a riprendersi le redini della Città, pensionando anticipatamente i membri della maggioranza che in questi mesi hanno "legato " un pò troppo col suo acerrimo rivale Vaccarezza... 

Ad oggi nella maggioranza, gli unici fedelissimi di Melgrati sono il Vice Sindaco Monica Zioni e il consigliere Alessandro Bonavia (più sfumata la posizione del Consigliere Gianni Aicardi che ancora non ha perdonato a Melgrati di non averlo voluto come successore alle ultime elezioni alassine preferendogli prima Luca Villani poi Enzo Canepa) mentre la truppa di Vaccarezziani è guidata da Lucia Leone. 

Dentro la sezione alassina di Forza Italia sarà braccio di ferro tra le fazioni dei due Big candidati alle regioni. 

L'ex Assessore ..omissis..ha già dato vita al Comitato elettorale locale Pro Vaccarezza di cui fanno parte tra gli altri ..omissis.. e Maurizio Esposito e dal gruppo dei Fans di Melgrati (comprendente Massimo Parodi, Aldo Giardini e Franco Verzello) si è recentemente sfilato l'ex braccio destro Fabio Lucchini. 

L'ex Ministro Claudio Scajola auspica l'elezione del suo pupillo Vaccarezza in nome del rinnovamento e ha incaricato Silvano Montaldo, Roberta Gasco e Piero Santi di supportarlo. Tra le new entries Vaccarezziane dell'ultima ora c'è anche Franca Cappelluto già presidente Provinciale degli albergatori. Sarà dunque non facile per L'archistar alassino centrare il bis in Regione. 

Lo scontro tra Titani rischia di travolgere la Giunta del placido Canepa stretto tra due fuochi.

Fogne nel rio Palmero di Alassio. Tuffi vietati nei pressi del Torrione.

Da "IL SECOLO XIX" del 24 aprile 2015


"Zero Beach", c'è un possibile acquirente.

Da "IL SECOLO XIX" del 24 aprile 2015


giovedì 23 aprile 2015

Alassio, Magliani scrittore di Dolcedo intervista a sorpresa Daniele La Corte.

Da "trucioli.it" del 23 aprile 2015

Lo scrittore e traduttore Marino Magliani, 55 anni, terra natale a Dolcedo, nel 2010 sul palco per il Premio Biamonti, ha intervistato con un colpo a sorpresa il giornalista e collega scrittore Daniele La Corte per il libro ‘La casa di Geppe’, presentazione venerdì 24 aprile ad Alassio. Maglianii vive in Olanda, pendolare nell’imperiese in occasioni importanti, è noto anche aver tradotto Tabucchi, Alberto Montaner, Mirò e Medina. Sull’edizione nazionale del Secolo XIX del 22 aprile, Giuseppe Conte scrittore e poeta della neo avanguardia, sangue di Porto Maurizio, 69 anni, ha aperto la sua ‘finestra’ sul romanzo di Liberazione e Resistenza.

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Alassio stipendi in Comune e rinfreschiamoci la memoria.

Da "trucioli.it"  del 23 aprile 2015

Conoscere meglio la città in cui si vive, si lavora, oppure si frequenta da turisti, da proprietari di seconda casa o ancora da investitori con interessi commerciali. Gilberto Costanza, passione per il giornalismo e l’editoria a metà degli anni ’60 (La Settimana Ligure, con il compianto Romano Strizioli, primo capo ufficio stampa all’azienda di soggiorno di Alassio negli anni del boom, terzo socio Aldo Dompè), per un breve periodo alassino, oggi ha sulle spalle gli ‘anta’ e con le forze, l’entusiasmo, la passione che gli restano, trascrive quanto la rete internet ‘fotografa’ ad Alassio, infine suggerisce alcune riflessioni.  

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Marco Melgrati (Forza Italia): le rassicurazioni del direttore della Farmacia dell’ASL ai Primari ci lasciano sgomenti. Snaturata la funzione di Dea di II Livello di Santa Corona a favore di Savona. Unificazione (chiusura) del Punto Nascite…Ma dove vogliono arrivare?

Chiusura del deposito di Farmaci di Santa Corona e Albenga. Riunione di “fuoco” ieri a Pietra Ligure tra il direttore della farmacia Asl Marinella Bedo e i Primari del Santa Corona. E della “unificazione” del Punto Nascite con Savona (che significa chiusura)?

Procede a passi da gigante lo smantellamento e la chiusura del Magazzino Farmaci dell’Ospedale unico del ponente di Santa Corona-Albenga. Questa la denuncia del capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, che continua: ieri si è tenuto un faccia a faccia alle ore 13 a Pietra.Ligure tra i primari del Santa Corona e il direttore della farmacia Asl Marinella Bedo. Assenti i “tre” della direzione generale (forse nemmeno invitati). I primari, che hanno voluto questa riunione, probabilmente dopo la mia denuncia e l’eco mediatico che la stessa ha avuto, hanno chiesto e preteso rassicurazioni circa il mantenimento del servizio attuale, cosa che la direttrice non ha avuto problemi a dare almeno a parole. In realtà pare sia tutto ormai pronto con la centralizzazione della farmacia a Savona. Alcuni primari le hanno chiesto come dovrebbe funzionare la distribuzione dei farmaci. La dottoressa Bedo ha risposto che i magazzinieri prepareranno le "cassette" (che sono degli scatoloni che contengono i farmaci e i presidi richiesti quotidianamente dai vari reparti sulla base delle esigenze e delle carenze giornaliere) alla sera e che queste saranno consegnate dai corrieri con camion che viaggeranno di notte. Questo per evitare le code e gli eventuali problemi al traffico, ha spiegato. Tutto il materiale sarà depositato in centri da individuare all'interno dei vari ospedali.

Altro aspetto importante che pare sia emerso da questa riunione: la fusione con l'Asl di Imperia è sempre più probabile. Nonostante la grandezza del territorio della nuova Asl, il magazzino del San Paolo dovrebbe restare “l’unico” a servizio dell'intero territorio (quindi provincia di Savona e quella di Imperia sommate insieme). Ciò significa che tutti i vari problemi connessi all'avere un solo magazzino farmaceutico per l'Asl2 raddoppieranno quando ci sarà la fusione con l'As1. Immaginate: un farmaco deve partire in emergenza da Savona per arrivare a Imperia, quanto ci può volere? La lungimiranza di chi è deputato a decidere, evidentemente non è arrivata a prevedere una posizione baricentrica per questo accentramento che, come altri allo studio, si cerca di importare copiando la regione Emilia Romagna, dove i compagni, forti di un territorio ben più favorevole a livello morfologico e viario, hanno potuto dare libero sfogo all'intramontabile smania di controllo e accentramento che contraddistingue il modus operandi della sinistra. Come al solito siamo speciali per copiare e, in questo caso, senza considerare le distanze chilometriche e isocroniche della nostra regione, penalizzate dalla morfologia del territorio e dalla situazione viaria che non permettono questi accentramenti forzosi. Dopo il magazzino economale quindi, un’altra simile riproposizione dei modelli romagnoli pare sia stata anch'essa “attinta” per i servizi di farmacia. Non siamo in grado di gestire le nostre problematiche in autonomia senza consulenze esterne? Da dove proviene questa rivoluzione? Abbiamo pure pagato delle consulenze esterne di qualche scienziato amico degli amici per queste discutibili soluzioni?

Sarebbe stato meglio creare due Sedi della Farmacia ospedaliera con relativi depositi, uno a Pietra e uno a Savona. In questo modo, Pietra sarebbe stata in grado di servire Imperia con molta facilità. Sempre nella riunione è venuto fuori che il progetto iniziale di accorpamento prevedeva l'unificazione (solo su Pietra) del magazzino farmaceutico e di quello dell'economato (che acquista tutti gli altri materiali diversi dai farmaci per l'intero ospedale), proposta in linea con l’approvazione all’unanimità in Consiglio Regionale della mozione che conferma lo status di Dea di II Livello di Santa Corona. Pare che la dottoressa Bedo si sia opposta a questa possibilità e abbia fatto la sua contro-proposta. Che è quella di cui stiamo parlando, sicuramente avvallata dai vertici regionali del PD. Ma qualcuno ha verificato gli aspetti del trasporto su camion di questi farmaci? Svariati camion che ogni notte scorrazzano per il territorio distribuendo farmaci sicuramente avranno un costo. Chi ci guadagna? A quale cooperativa amica degli amici verrà affidato il servizio? E se poi ci fosse una urgenza, e il reparto fosse sprovvisto del farmaco, magari per una emorragia, si riproporrebbe il “viaggio della speranza” con tutte le complicazioni legate al traffico e ai tempi di percorrenza dei 30 chilometri che separano le due città, specialmente nei week end o nei ponti e in estate, o addirittura di 90 chilometri nel caso di Imperia, e a che costi?

C’è anche un’ultima notizia, peraltro annunciata da tempo: pare che anche il Punto Nascite di Santa Corona possa essere "unificato" con quello di Savona. Unificato, nel linguaggio dei dirigenti Asl proni al Pd vuol dire CHIUSO! Infine una ultima chicca: vorrebbero ottimizzare le sale operatorie di Pietra riducendone il numero e usandole per interventi vari. Ora ogni piano ha una sua specialità: l'idea è quella di fare tutti gli interventi di ogni tipo in poche sale. Sarebbe interessante, conclude il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, sapere come la pensano i candidati del PD, specialmente quell’ex sindaco di Pietra Ligure, su questa vicenda…

Genova, 23.04.2015.

Convocato il Consiglio Comunale di Alassio per martedì 28 aprile 2015.


martedì 21 aprile 2015

L'alassino Marco Melgrati capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale presenta l’estratto del suo personale programma, una via di mezzo tra quanto realizzato e quanto ancora da “fare” in Regione.

Melgrati: il mio impegno sulla Sanità della provincia di Savona e non solo, sull’urbanistica, infrastrutture, trasporti, depurazione e ciclo dei rifiuti.

Marco Melgrati capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale, Sindaco di Alassio dal 2001 al 2010, Consigliere Provinciale dal 1995 al 2014, Architetto, presenta un estratto del Suo programma per le elezioni Regionali, sui principali temi regionali, su cui ha lavorato e intende lavorare ancora a favore dei cittadini della Provincia di Savona e non solo…Il lavoro di 5 anni non può essere riassunto così brevemente, ma comunque ho cercato di tracciare i punti principali del mio impegno passato e futuro. Eccolo, diviso per macroargomenti:

SANITA’: Il mio impegno in questi anni in Regione, e per il futuro, sarà sempre a favore dei 4 Ospedali della provincia di Savona. Il mio ruolo in opposizione di questa giunta di Sinistra Burlando-Paita è sempre stato teso ad evidenziare quanto non funzionava nella Sanità del Ponente. Ho presentato una infinità di interrogazioni e interpellanze in consiglio Regionale per evidenziare le criticità, le chiusure dei reparti, le liste di attesa interminabili per esami come Tac, Mammografia, Risonanza Magnetica fino ai semplici esami radiologici… Ho evidenziato come siano stati declassati i Pronto Soccorso degli Ospedali di Albenga e Cairo Montenotte, ridotti a Punto di Primo Intervento, ma comunque frequentati dai pazienti sempre come fossero Pronto Soccorso, con Codici Rossi e Verdi… Ho impedito, insieme ai cittadini dei comprensori di Cairo e Albenga, che venissero chiusi di notte i Punti di Primo Intervento di Albenga e Cairo Montenotte, come era nei desiderata della Giunta Regionale. Ho denunciato la chiusura di reparti negli Ospedali di Santa Corona, Albenga e Cairo Montenotte. Ho portato avanti e vinto la battaglia per la riapertura del reparto di Emodinamica di Santa Corona dalle 20 della sera alle 8 del mattino, grazie alle firma di tanti cittadini e all’Ordine del Giorno da me fatto approvare in Consiglio Regionale all’unanimità. Fosse anche l’unica cosa che ho fatto, ma non lo è, sarebbe valsa la pena… pensare che un infartuato possa essere curato e salvato di notte a Santa Corona, grazie a una mia iniziativa, mi riempie di orgoglio. Ho fatto anche approvare una mozione e un Ordine del Giorno che impegna la Giunta Regionale, attuale e futura, al mantenimento dei 4 Ospedali in Provincia di Savona, con la conferma della qualifica di Dea di II Livello per Santa Corona, la conferma del Dea di I Livello dell’Ospedale di Savona, e gli Ospedali Territoriali di Cairo Montenotte e Albenga, importanti perché “servono” territori orograficamente complessi, in particolare d’inverno. Il nostro programma prevede il potenziamento della Sanità nel Ponente, massacrata dai tagli della giunta di Sinistra in questi anni. Ho promosso la raccolta di firme, con il supporto dei Comitati di Borghetto S.S. e di Loano, per la riapertura del reparto di Pediatria di Santa Corona, ancora in corso sui banchetti di Forza Italia. Sono in Regione per difendere la sanità della Provincia di Savona e i diritti dei cittadini. Tutto questo deve cambiare. Più efficienza, meno politica, liste di attesa per esami/interventi ridotte al minimo, apertura serale dei macchinari per esami diagnostici per ridurre le liste di attesa. Riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale, con manager scelti per le Loro capacità e non per la tessera politica.  Ho presentato una proposta di Legge, che dovrà essere coltivata nella prossima legislatura, sulla assistenza domiciliare dei Disabili gravi e gravissimi da parte dei familiari, che per questo dovrebbero ricevere un contributo dalla Regione, consentendo di poter curare a casa i propri familiari, evitando Loro il disagio del ricovero in strutture “anonime”, circondati dall’affetto dei propri cari.

INFRASTRUTTURE: Il programma del Centrodestra e mio in particolare prevede lo sviluppo delle infrastrutture. La Gronda Autostradale su Genova, il Raddoppio Ferroviario da Finale Ligure a Andora, per completare quel doppio binario che consentirebbe trasporti ferroviari più veloci verso le grandi città di Piemonte e Lombardia, per promuovere il Turismo. La realizzazione di altri tratti dell’Aurelia Bis, la realizzazione dell’autostrada Albenga-Predosa, che alleggerirebbe il traffico nei week end e nei ponti festivi lungo le direttrici di Milano e di Torino.

URBANISTICA: Ho contribuito in maniera significativa alla modifica della legge sui sottotetti, con l’ampliamento del limite temporale al 2014, che di fatto “salva” molti interventi realizzati dal 2001 al 2014; lo stesso per la legge 16/08, la legge sull’edilizia, con importanti emendamenti, uno su tutti la possibilità di demolire e ricostruire sul lotto di proprietà; anche molte innovazioni nella modifica della Legge Urbanistica regionale portano la mia firma. Ho promosso la cancellazione della Legge Regionale sulla sicurezza di chi lavora sulle Coperture (tetti) con un emendamento che fa salva la normativa nazionale, molto più “semplice” e chiara. Ho contribuito all’approvazione del Piano Casa, legge fortemente voluta da Silvio Berlusconi, e alla sua proroga fino a fine 2015. E noi ne estenderemo subito i termini! Lotta al Ptr, che non abbiamo consentito venisse approvato in questa legislatura, Piano assurdo e estremamente vincolistico.

TURISMO: ho dato un importante contributo alla modifica delle legge sugli Alberghi, la famigerata legge Ruggeri; oggi sono i Comuni a decidere se un Albergo deve rimanere sul mercato o se può essere trasformato. Inoltre può essere parzialmente trasformato, mantenendo un minimo di 25 camere, e i proventi della trasformazione destinati all’aggiornamento e alla riqualificazione della struttura alberghiera. E’ comunque necessario, e mi impegnerò in prima persona, a promuovere il marchio Turistico della Liguria sui mercati internazionali, in particolare sui bacini tradizionali di Germania e Svizzera. Nei 5 anni passati non sono state messe risorse sulla promozione turistica all’estero, e si sono visti i risultati. Come è necessario destinare risorse in conto capitale ed in conto interessi alle ristrutturazioni e riqualificazioni delle strutture turistiche ricettive, di bar e ristorazione, e degli stabilimenti balneari. Risoluzione definitiva con accordo con l’Europa del problema della Bolkestein

DEPURAZIONE E CICLO DEI RIFIUTI: è necessario trovare una soluzione rapida alla Depurazione del Ponente Savonese. Non si può pensare di lasciare ancora città come Albenga con tutte le sue vallate, Alassio, Laigueglia e Andora prive di un impianto di Depurazione, penalizzando l’immagine turistica di tutto questo comprensorio. Come è fondamentale trovare una soluzione al ciclo integrato dei rifiuti, con un impianto di smaltimento finale in Liguria, che non può più essere il sistema delle discariche, vere bombe ecologiche a cielo aperto, e non si può pensare di costringere i cittadini e le Amministrazioni locali a una raccolta differenziata spinta, i cui costi gravano come sempre sui cittadini. Per esempio un  impianto di pirolisi e gassificazione,  privo di qualsiasi impatto ambientale.
Questi e tanti altri sono i temi, i problemi e le criticità che la nuova Giunta dovrà affrontare.

Genova, 21.04.2015

Per Rocco Invernizzi scontata la decadenza, ma lui dice: "Farò ricorso. Lo devo ai miei elettori".

Da "IL SECOLO XIX" del 21 aprile 2015


domenica 19 aprile 2015

MAGNA LONGA D'ARASCE, appuntamento al 13 settembre.


Cittadini segnalano: Ingresso ZTL Via Torino.


La ricorrenza del 25 aprile, festa della Resistenza contro il nazifascismo. (di Eugenio Scalfari)

Da "repubblica.it" del 19 aprile 2015

"La settimana che si apre domani si concluderà sabato prossimo con la ricorrenza del 25 aprile, festa della Resistenza contro il nazifascismo. Questa festa fa parte della storia d'Italia, dal Risorgimento in poi. 

Quel movimento ebbe molte ombre e contemporaneamente molte luci. 

Le figure più rappresentative, molto diverse tra loro ma tutte votate alla fondazione dello Stato unitario e democratico, furono soprattutto tre: Mazzini, Cavour, Garibaldi.

La Resistenza fu una pagina di grande riscatto e anch'essa ebbe molte figure e apporti ideali e politici assai diversi: liberali, comunisti, monarchici, liberal-socialisti, socialisti. Ma il fine era comune e fu sancito dalla Costituzione che tuttora ci detta le regole di comuni principi di democrazia, libertà ed eguaglianza politica e sociale. 

Per ciò concluderò con le parole con le quali il presidente Mattarella ha concluso due mesi fa il suo discorso di insediamento al Quirinale: "Viva la Repubblica, viva l'Italia"."

G. Rossini: Semiramide - Ouverture - Dirige G. Dudamel