IL DIARIO ALASSINO

martedì 25 aprile 2017

Alassio festeggia il 25 aprile, anniversario della Liberazione

Questa mattina in Piazza della Libertà e sul Pontile "Bestoso" ad Alassio si è svolta la consueta cerimonia di commemorazione della festa della Liberazione, a cura di ANPI ed ente comunale. 

Alle 10.00, la Santa Messa celebrata da Mons. Angelo De Canis. Alle 11.00, il saluto del Sindaco di Alassio Enzo Canepa, al quale sono seguiti diversi interventi, tra cui il prof. Pier Franco Quaglieni della FIVL e l'orazione ufficiale della prof.ssa Carla Nattero. 

Infine, la premiazione del concorso indetto da ANPI tra i ragazzi delle scuole e il tradizionale lancio di palloncini tricolore da parte degli alunni della quinta elementare. Durante la cerimonia sono stati eseguiti brani musicali da parte della “Alassio Casual Orchestra“ dell’Istituto comprensivo statale di Alassio con la partecipazione del coro degli alunni della scuola elementare; dopo la cerimonia in Piazza della Libertà, sono avvenute le deposizioni di corone di fiori alla lapide in Comune, ai Monumenti ai Caduti e alla lapide sul pontile Bestoso.

(Ufficio Stampa del Comune di Alassio)



Un altro No alle cinciallegre del sistema (di Lucia Annunziata)

Da "huffingtonpost.it" del 24 aprile 2017

Nelle urne Alitalia riscoppia il malessere del Paese. A cinque mesi dal referendum costituzionale un secondo avvertimento alla politica. 

I sindacati erano contenti. I manager e il Governo erano speranzosi. Il 14 Aprile era stato firmato "fra le parti" , come si dice in gergo, un preaccordo per un ( ennesimo) piano di "salvataggio" della ex compagnia di bandiera, Alitalia. Accordo considerato se non soddisfacente, almeno fattibile e realistico. Mancava la ratifica dei lavoratori, raccolta poi attraverso un referendum. E il referendum, come regolarmente avviene da mesi a questa parte, non importa dove non importa su cosa, si e' abbattuto con un tondo No, che ha decapitato ogni accordo.

La situazione nel caso in discussione, il futuro dell'Alitalia, e' gravissima: in particolare per I lavoratori. I piani finanziari e le intenzioni del Governo sono state messe bene in chiaro nei giorni scorsi: se vince il no salta tutto e la prospettiva e' solo il fallimento. Il presidente del Consiglio Gentiloni, a urne aperte, con un irritualissimo intervento ha anche ripetuto che nel caso di un No all'accordo non ci sarebbe stato salvataggio pubblico.

Eppure I lavoratori hanno detto No. Scegliendo dunque un suicidio al posto di sacrifici.

Forse sono illusi questi lavoratori. Forse credono che saranno salvati comunque.

Ma in ogni caso quello che lasciano sul tavolo e' una indicazione forte proprio perche' cosi' radicale. Un vero voto di sfiducia nei confronti dello Stato, dei manager, e dei sindacati. Cioe' di tutte le istituzioni che a lungo hanno costituito la controparte e la difesa dei lavoratori, e di tutti I cittadini.

Ci vuole davvero molto coraggio e molta disperazione per scegliere il rischio fallimento rispetto al lavoro sia pur denso di sacrifici. E il fatto che questo passaggio sia stato fatto e' una novita' che equivale all'attraversamento di un Rubicone da parte dell'umore pubblico.

L'Alitalia e' forse di tutte le aziende pubbliche quella piu' privilegiata, per visibilita' e status , si e' sempre detto. Le sue vicende sono di conseguenze sempre state anche le piu' significative. E di cosa sono state significative? La compagnia di bandiera e' stata negli anni d'oro la vacca grassa da mungere di ogni privilegio pubblico – vetrina perfetta di sprechi e grandeur, incapacita' e sogni di protagonismo internazionale. Una societa' convinta di essere grande grande e che poi si e' scoperta piccola piccola nel gioco sempre piu' grande della globalizzazione, e della vera competizione. Sarebbe bastato gia' questo suo declino nel panorama globale a farci rinsavire. Ma la politica ha preso invece al balzo la palla della crisi e ne ha fatto ostaggio delle sue personali battaglie – come ricorderemo dal duello Prodi/Berlusconi intorno alla italianita'. Battaglia vinta da Silvio Berlusconi con una disastrosa cordatina alle vongole, di imprenditori privati che si sono squagliati al piu' presto. Per poi procedere da li' ad accordi ed accordini fino alla trasformazione dell'Alitalia in una dependance di una compagnia Araba che, senza tanta ironia, ha impresso il suo marchio persino sui vestiti delle nostre hostess, uniformate al modo delle colleghe Etihad.

E nemmeno questo e' bastato. L'Alitalia Etihad nel suo mancato sviluppo continua a perdere denaro, ma anche rotte rilevanti, slot negli aeroporti internazionali, e si avvia ad essere una costosa ma piccola compagnia regionale. Tutto il kamasutra di mosse fatte, di alleanze, posizioni, cambi di manager, non l'hanno salvata. 

E siamo di nuovo a quella che viene descritta come l'ultima spiaggia.

Chi e' il responsabile di tutto cio'? La risposta non l'abbiamo mai sentita.

In compenso siamo alle solite: ci dicono che la societa' si salva solo se I lavoratori accettano dei sacrifici. Accidenti che novita'. E' la solita risposta cui si trova davanti ogni singolo lavoratore italiano oggi. C'e' davvero da meravigliarsi che alla fine nelle urne vinca la piu' forte, la piu' radicale, la piu' rabbiosa risposta di un emerito Vaff? Sì, cito il Grillo dei Vaff a proposito, e non mi sono iscritta di notte ai Pentastellati.

Il fatto e' che non e' difficile immaginare nel cuore di ogni singolo lavoratore italiano, di ogni singolo piccolo imprenditore, di ogni singolo cittadino di questo paese quel senso di misura colma per ogni giorno che nasce tra lo scontento, e tra lo scontento muore.

Dal 4 dicembre della sconfitta del Referendum costituzionale sono passate circa 20 settimane, nemmeno cinque mesi, e sull'Italia del sistema che si culla nella sicurezza recuperata di una smemorata rimozione, si abbatte un nuovo No, risultato di un nuovo referendum. Meno generale di quello sulle riforme , ma piu' preciso e piu' doloroso da scegliere, per chi ha votato. Un nuovo No che prova che sotto la cenere della vita pubblica italiana covano ancora le braci dello stesso scontento, della stessa furia che si riaccende in fuoco ogni volta che al Paese gli si rida' parola.

E' lo stesso No che anima i populismi di ogni paese europeo oggi. E che definisce l'agenda pubblica di ognuno di questi paesi anche quando le urne sembrano fornire una strada d'uscita, come in Francia.

Le cinciallegre della politica italiana che hanno trovato un equilibrio formulaico per tenere in piedi un Governo qualunque, e i leader politici sconfitti dal primo No e che oggi si ripresentano come se nulla fosse successo, dovrebbero ascoltare il secondo avvertimento che viene loro dalle urne dei nostri aeroporti. Magari riescono ancora a comprare un paracadute prima che il loro aereo elettorale faccia definitivamente un brusco atterraggio.

Festa della Liberazione d'Italia 2017


lunedì 24 aprile 2017

Color Vibe ad Alassio, un successo (?) con coda di polemiche (Post aggiornato)

Da "IL SECOLO XIX" del 24 aprile 2017


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Arriva ad Alassio l’evento che impazza in Stati Uniti, Canada e Australia. Dopo il grande successo delle stagioni 2014, 2015 e 2016 che hanno visto partecipare oltre 70.000 persone, arriva finalmente sulla Riviera di Ponente la corsa più colorata del pianeta, con la tappa che si svolgerà nella Città di Alassio il 23 aprile 2017.

Tutto pronto per la tappa di Alassio della Color Vibe 5k Run. L’appuntamento alassino, il primo della stagione 2017, inaugurerà il nuovo Color Vibe Tour ed è fissato per il 23 aprile e prevede – secondo la formula ormai collaudata -  una corsa non competitiva di 5 chilometri, contrassegnata dal lancio di polveri variopinte (tutte rigorosamente naturali). L’iniziativa è organizzata da Color Vibe Italia e con il patrocinio del Comune di Alassio. 

La giornata inizierà nell’area di Piazza Partigiani, alle 11, con l'apertura del Color Vibe Village: qui gli iscritti potranno ritirare il Color Vibe Kit (maglietta ufficiale, pettorale, bustina di colore da usare per il party finale, tatuaggi temporanei, gadget e prodotti offerti dai partner), incluso nella quota di iscrizione e i “ritardatari” potranno ancora registrarsi alla corsa fino a pochi minuti dal via, fissato per le ore 15.30. Per tutti attività di intrattenimento e riscaldamento muscolare per i più sportivi.

“Siamo lieti e orgogliosi di poter ospitare, nell'anno in cui Alassio è Comune Europeo dello Sport, una manifestazione prestigiosa e dal respiro internazionale come la Color Vibe, conosciuta in tutto il mondo. Si tratta di un'iniziativa emozionante, di notevole rilievo sia dal punto di vista sportivo che da quello turistico, che saprà coinvolgere cittadini e turisti”, afferma Simone Rossi, Assessore allo Sport e al Turismo del Comune di Alassio. 

L’EVENTO
L’evento prende il nome da VIBE: sensazione, emozione, vibrazione, sintonia ed energia. Un vero e proprio inno al divertimento aperto a tutti: non ci sono limiti di età. Il percorso di 5 chilometri si può percorrere camminando, correndo, saltando, in avanti, all’indietro, ballando….  Non è una gara, ma una festa ed un modo alternativo per divertirsi e passare una giornata in allegria con amici, parenti, colleghi e l’importante è divertirsi.

Al pronti-via la Color Vibe scatterà... in bianco (t-shirt inclusa nell’iscrizione) per far risaltare meglio il colore che, ad ogni chilometro percorso, sarà “sparato” sui partecipanti al Vibe Point dove saranno stuzzicati i cinque sensi: oltre alla tinta, ogni volta diversa, profumi orientali e musica a tema. Tagliato il traguardo, grande festa nel cuore del Vibe Village: ogni concorrente avrà a disposizione una bustina di colore da poter utilizzare e, seguendo il ritmo dello speaker ufficiale, ogni 15 minuti circa ci sarà un magico “lancio collettivo”.

(Ufficio Stampa Comune di Alassio)

Scaduti i termini per smantellare l'impianto di itticoltura nel golfo di Alassio

Da "IL SECOLO XIX" del 24 aprile 2017




domenica 23 aprile 2017

Alassio, ancora acque agitate nel centrodestra: continua il braccio di ferro tra Marco Melgrati e Enzo Canepa. E l'opposizione accreditata nel frattempo cosa fa, nel massimo della trasparenza? (Post aggiornato)

Da "ivg.it" del 23 aprile 2017


"Pace armata" per non creare problemi all'attuale amministrazione, ma le manovre elettorali proseguono

Una pace armata nel centrodestra alassino per non creare problemi all’attuale amministrazione del sindaco Enzo Canepa, con la difficile decisione di scegliere il prossimo candidato alla poltrona di primo cittadino dopo l’estate, in vista del voto per le elezioni comunali del 2018. Questo lo scenario politico ad Alassio dove l’ex sindaco Marco Melgrati continua a tessere la sua tela per essere il candidato sindaco alle prossime elezioni e con il sindaco uscente che spera, invece, di essere confermato dai vertici del centrodestra per un possibile secondo mandato alla guida del Comune.

L’ipotesi di avere due liste del centrodestra alle prossime elezioni comunali di Alassio pare, al momento, quanto mai reale: solo una mediazione delle segreterie regionali e provinciali potrà mettere tutti d’accordo per evitare una divisione che potrebbe consegnare la città alle opposizioni.

Melgrati ha ripreso i suoi contatti in vista delle elezioni e secondo le ultime indiscrezioni vuole avvicinare alla sua lista anche Angelo Galtieri e Rocco Invernizzi, entrambi fortemente critici nei confronti dell’amministrazione Canepa, con l’attuale sindaco che non vuole fare passi indietro né tanto meno sentirsi sfiduciato con ancora un anno e più di mandato amministrativo.

L’uscita di scena del sindaco Canepa in vista delle prossime elezioni avrebbe ripercussioni importanti sulla composizione della futuro lista del centrodestra. Sarebbero a rischio alcuni fedelissimi del sindaco che hanno voltato, a suo tempo, le spalle a Melgrati e che l’architetto non vuole con se in squadra. Stando agli ultimi rumors la lista Melgrati sarebbe pronta e includerebbe anche l’ex assessore Loretta Zavaroni: la grande esclusa sarebbe l’attuale vicesindaco Monica Zioni, fedelissima del sindaco Canepa.

Insomma nonostante una tregua che era stata invocata dai vertici regionali il centrodestra alassino naviga ancora in acque agitate, in attesa di conoscere le mosse future in vista delle elezioni amministrative. Resta anche l’incognita della Lega Nord, che dovrà dire la sua sulla scelta del candidato sindaco e se far parte o meno di una possibile lista unitaria della coalizione.

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L'opposizione accreditata...


Franco Vazio, il deputato renziano d'Albenga: "Alleanze? Con i cinquestelle mai, sono fascisti e picchiatori"

Da "IL SECOLO XIX" del 23 aprile 2017